Girolamo Foti,
si mette in cammino
La mia idea di rappresentanza militare
Care amiche e cari amici,
una rappresentanza seria e trasparente, credibile ed affidabile, a livello base “COBAR”, periferico “COIR” e centrale “COCER” può riprendere il dialogo con le parti sociali, con le altre sezioni della rappresentanza militare, con gli organi di stampa, con la stessa amministrazione e con la politica. Questa rappresentanza va costruita con delegati motivati, dinamici, esperti. Donne e uomini, giovani e meno giovani, disposti a costruire uno strumento militare efficiente, democratico, rispettoso della libertà di pensiero, aperto al confronto diretto con il personale e che coinvolga tutti, nessuno escluso.
Persone capaci di assumersi responsabilità senza scaricarla sugli altri, per nascondere i propri errori. Coloro che intendano ricoprire qualsiasi incarico all’interno della rappresentanza dovranno vivere tale ruolo con senso del dovere: da loro dipenderà il futuro dei giovani, la qualità della vita dei colleghi in particolare quelli che hanno famiglia e che con fatica arrivano a fine mese e, non ultimo, la salvaguardia della salute e della sicurezza del personale impegnato in teatri operativi.
I loro doveri saranno pretendere dall’amministrazione maggiore chiarezza e garanzia sul futuro dei precari, sul futuro del personale in servizio permanente, onorare, rispettandone i diritti e la professionalità, chi svolge l’incarico di rappresentante sociale del personale e garantire professionalità ai graduati e ai volontari delle forze Armate.
La rappresentanza va adeguata ai tempi moderni e messa finalmente in sintonia con i valori e i diritti che la Costituzione italiana e le Carte dei diritti dell’uomo a livello internazionale riconoscono. In questi tempi è fondamentale di crisi, fare qualcosa per gli altri in serenità, attraverso una politica di partecipazione e coesione sociale, unendo solidarietà e competenza.
Tutti i delegati dovranno da subito rinunciare alle lotte di classe, alla guerra tra i poveri, sia all’interno della rappresentanza che nelle mura delle caserme. Bisogna distinguere il servizio dalla vita sociale, nessuno all’interno della forza armata dovrà sentirsi figlio di un dio minore. La professionalità, l’impegno, il sacrificio attraverso la partecipazione favoriranno il superamento delle logiche obsolete finora imperanti.
La mia idea di rappresentanza è molto semplice, ed è attuabile.
Non mi lascerò trasportare dai soliti personaggi che in maniera “tecnica” presentano programmi irrealizzabili ed anche fumosi . Non cadrò nel solito vittimismo. Sempre con l’attenzione alla realtà e mai dimenticandomi della dignità umana, voglio compiere passi piccoli ma sostanziali. Un cammino che parte dalle nostre condizioni di vita. Ma a camminare dobbiamo essere tutti quanti, farlo insieme. Io sono in marcia, iniziando dalla mia caserma per proseguire in tutto il territorio nazionale. Andrò dove ci sarà qualcuno che mi accoglierà, perché voglio che tutti riscoprano il contatto umano, sempre ostacolato dalla burocrazia della nostra rappresentanza. Io porto avanti le mie idee, lascio ad altri il pettegolezzo o le accuse. Non voglio polemizzare e non parlerò dei risultati ottenuti con questa rappresentanza. Voglio farvi partecipi del mio programma e di come intendo attivarmi per passare dall’idea, dal progetto, all’azione. Ovviamente attraverso il vostro aiuto.
Prima dell’attuazione del programma dobbiamo difendere il nostro destino
All’interno dei palazzi della politica si è parlato di una possibile riduzione dell’organico del 20% per ogni categoria come conseguenza estrema, con una riduzione dei professionisti da 190 mila a 150 mila soldati. I nuovi delegati dovranno difendere il nostro futuro e allo stesso tempo intervenire per risolvere i numerosi problemi quotidiani, essere vigili e frenare eventuali riforme dello statuto dei lavoratori come l’introduzione del licenziamento senza giusta causa esteso agli statali. Gesti clamorosi nel rispetto della legge pur di difendere un diritto acquisito non sono esclusi.
IL PROGRAMMA DA CONDIVIDERE
REVISIONE DEI PARAMETRI: sollecitare la politica a intraprendere una concertazione economica urgente a favore della base, rivedendo i parametri degli stipendi, che oggi condannano gravemente il ruolo dei graduati in servizio permanente rispetto alle altre categorie, considerando che da 1CM a CMCS siamo sempre 5° livello, a differenza di sergenti, marescialli ed ufficiali che variano a partire dai gradi apicali;
REVISIONE IMMEDIATA DEGLI ASSEGNI DI FUNZIONE: è opportuno che vengano ridotte le distanze degli assegni di funzione a 17 anni di servizio tra la categoria dei graduati e dei sergenti, che ammonta a circa 430 euro, mentre il distacco tra il sergente e il maresciallo è di 35 Euro circa;
RIORDINO DELLE CARRIERE: le categorie Graduati e Sergenti devono poter avere maggiori spazi di carriera, ad oggi impantanati. Si propone un transito o uno scatto automatico, rispettivamente, dal grado apicale di caporal maggiore capo scelto a sergente e da sergente maggiore capo a maresciallo (creando un ruolo speciale dei marescialli), al fine di armonizzare le due categorie e ridurre il malcontento del personale;
RIMODULAZIONE DEI CONCORSI INTERNI: flessibilità e modello unico per tutte le forze armate, rimodulando l’attuale sistema dei concorsi per il transito marescialli/ufficiali;
BUONI PASTO: sul modello delle aree centrali, estendere la possibilità anche ai reparti di usufruire dei buoni pasto su richiesta del personale stesso (in tempi di crisi economica, potrebbe essere un aiuto al bilancio delle famiglia);
INDENNITA’ DI COMANDANTE DI SQUADRA : l’indennità di comandante di squadra ai Graduati ed in particolare a coloro che svolgono incarichi di istruttori per il personale;
FESI UGUALE PER TUTTE LE AREE : la ripartizione del F.e.s.i. senza alcuna distinzione di area ;
Cittadelle militari: intervento ponderato a favore delle categorie più basse che ancor oggi faticano ad ottenere un alloggio demaniale. Non ci sono convenzioni adeguate i mutui e nemmeno una politica costante di accordi con enti pubblici al fine di utilizzare le aree demaniali in disuso oppure le aree di proprietà dell’amministrazione per creare cittadelle militari. Attraverso lo strumento delle cooperative i militari potrebbero riscattare la casa, senza costi per l’amministrazione. Inoltre in queste cittadelle si potrebbero riservare spazi per asili nido, impianti sportivi,consorzi agro alimentari al fine di vendere i propri prodotti direttamente alle comunità militari a costi ridotti rispetto ai normali mercati.
Ulteriori iniziative anticrisi: è opportuno che il CoBar di ogni caserma assuma sia il ruolo di tutela del personale che un ruolo sociale. Attraverso l’amministrazione, deve essere messo in grado di organizzarsi in rete a livello locale, regionale e nazionale, attuando iniziative concrete che possano davvero essere utili a tutto il personale, ad esempio i gruppi di acquisto, che abbattono i costi dei prodotti fino al 40%. L’amministrazione non verrebbe coinvolta, con esenzione di responsabilità, perché il militare si potrebbe servire di una carta ricaricabile a consumo. Sperimentalmente, il progetto può avere durata temporanea per accertarne la convenienza. In definitiva, si tratta di un aumento di stipendio a costo zero per lo stato e che giova all’economia.
Equità e trasparenza: maggiore chiarezza e meno interpretazioni nelle circolari emanate dagli Stati maggiori al personale in materia di tutela della salute, dell’impiego, la formazione e il benessere del personale;
Lotta a qualsiasi forma discriminatoria: eguaglianza all’interno di quelle strutture che ancor oggi tendono ad escludere i ruoli più bassi all’interno della vita sociale e nell’utilizzo di mense o circoli;
Test sulla qualità della vita: introduzione di un test sulla qualità della vita da far compilare al personale all’interno delle caserme, per venire a conoscenza di tutte le problematiche che causano malessere al personale, in patria e all’estero. Tale test dovrà pervenire all’organo centrale della rappresentanza seguendo l’iter della rappresentanza militare e non gerarchicamente;
Riforma della rappresentanza militare DI TIPO SINDACALE : tutela legale estesa a tutti i delegati di ogni livello,elezione del presidente attraverso liste comuni tra categorie, che scelgono i loro rappresentanti preferiti a livello centrale e periferico; eliminazione del Coir per motivi anche di carattere economico, ma potenziamento del CoBar. I rappresentanti di ogni caserma a livello cittadino e regionale discutono delle problematiche inerenti al personale e soprattutto trattano direttamente con gli enti istituzionali e civili le questioni che contribuiscono al benessere del personale (ad esempio, convenzioni o concessioni di beni demaniali per costituire cooperative al fine di costruirvi case per il personale); maggiore autonomia al CoCer. nella trattazione di argomenti in materia d’impiego,economica e di carriera, cumulando anche un ruolo ispettivo all’interno delle caserme per constatare da vicino i problemi del personale. Creazione di un “SuperCobar” interforze .
Interventi legislativi: richiesta agli organi legislativi di un intervento modificativo e riformatore dell’attuale sistema giuridico di riferimento, il quale crea e favorisce disparità di trattamento tra i Graduati appartenenti ai diversi Comparti, particolarmente in peius nei confronti dei Graduati delle FF.AA., ledendone il principio di uguaglianza e la dignità. Dette riforme devono estendere tutti i diritti costituzionali spettanti ai “cittadini civili” anche ai “cittadini militari”.
Per poter realizzare questi punti abbiamo bisogno di linee d’azione, un motore indefettibile e propulsore votato al fare. Presupposto a queste è una grande condivisione del programma da parte di tutto il personale che intende presentarsi alle prossime elezioni per il rinnovo della rappresentanza militare, a partire dai Cobar .
Abbiamo in larga parte tutti le stesse idee, mettiamole a confronto e condividiamo un percorso comune e il più possibile unitario.
QUESTE LE LINEE D’AZIONE:
1. Fare squadra, con un progetto condiviso in rete ( con “Innovazione Militare” come possibile punto di incontro e confronto) e all’interno della rappresentanza militare;
2. Superare gli ostacoli burocratici della rappresentanza incontrando a titolo personale le parti politiche e spingere le nostre istanze attraverso la politica;
3. Fare una vera e propria campagna di proselitismo del programma, delle nostre idee, dei nostri sistemi di comunicazione.
4. Attraverso le delibere e i gruppi di lavoro ;
Conclusioni
Do per scontato che ci siano ben altri temi da affrontare, come la totale stabilizzazione dei precari, il problema degli alloggi demaniali e delle neoplasie per coloro che sono rientrati dalle missioni all’estero oppure sono stati in contatto l’uranio impoverito, ma questi argomenti di grande valenza umana vanno trattati con cura e soprattutto con attenzione. Pur trovando riconoscendogli priorità e umana comprensione, non ho trovato opportuno, data la delicatezza, inserirli nel programma.
Il programma rappresenta ciò che può essere ottenuto con i mezzi attuali nei primi cento giorni di mandato nel caso riuscissi a confermare la mia presenza ai vari livelli della rappresentanza.
In qualsiasi caso, mi auguro che ci sia una squadra compatta e tenace, che io ne possa far parte o meno.
In questi mesi di maggio, giugno e luglio, abbiamo insieme la possibilità di rinnovare la rappresentanza militare , di restituirle la credibilità colpita da strumentalizzazioni inaudite in questi anni. Tutte le donne e gli uomini della nostra forza armata devono avere l’orgoglio di essere protagonisti, in questi tempi di crisi, della rinascita della nostra Forza Armata, scegliendo bene e senza condizionamenti i nuovi rappresentanti “COBAR”, “ COIR”,“COCER”,
Ho scelto di mettere a servizio di voi colleghi la mia esperienza militare e la passione innata che mi caratterizza all’interno della rappresentanza militare, dell’associazionismo, della politica e da conduttore televisivo, perché ancora una volta dobbiamo affermare il nostro diritto di essere protagonisti della nostra vita, senza delegare a nessuno le scelte fondamentali per il presente e per il futuro.
Giù le mani dai graduati e dai volontari!
La rappresentanza militare deve essere il luogo in cui esperienza, competenza, amore per il prossimo , professionalità e relazioni con la politica nazionale e internazionale, con la società civile, con gli organi di stampa, si incontrano per unire visione del futuro e azione nel presente, per migliorare la nostra condizione di vita sociale ed economica.
Da rappresentante del personale mi impegno a stipulare un Patto comune con tutta la base.
Viviamo un pessimo momento di crisi ma dobbiamo credere nelle nostre forze e nel futuro.
Impegnarci tutti, lo supereremo
Girolamo Foti,
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